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日志


6月30日

tanta voglia di risalire

ebbene sì! da oggi scendo ufficialmente e definitivamente dalla vetta della torre antica!
tra qualche giorno ci saranno gli orali...ma la cosa non mi preoccupa. ho solo voglia che gli esami finiscano perchè ho una voglia matta, un impulso irresistibile di tornare a lavorare con la musica!
ieri ho incominciato a rendermi vagamente conto di quanto dovrò studiare quest'estate (addio abbronzatura...) ma la cosa mi fa piacere. adoro immergermi completamente in qualcosa che adoro. e poi ci saranno composizioni, arrangiamenti e follie varie. un'altra estate indimenticabile, spero, anzi ne sono sicura.
intanto il prof mi ha dato vacanza fino al giorno degli orali...e io ne approfitterò per provare qualche cosa carina tra un po' di induttanza e un po' di subduzione...
ora come ora concludo con una frase bellissima di Picasso:
 
<<Se la verità fosse una sola, non sarebbe possibile dipingere mille tele sullo stesso tema>>
 
 
6月27日

Piccoli deliri filosofici

Qualcuno le chiama elucubrazioni...ma, cavolo, sono così razionali che sembrano avere un senso.
Stanotte il mio neurone ha lavorato all'impazzata, forse si è fuso, girando a 1000 tra i pensieri che parlavano, si evolvevano sognavano e cadevano dentro di me.
 
l'uomo è solo. vive tra le infinite illusioni che lui stesso si crea. ogni persona che conosce non è altro che un'immagine di se stesso proiettata fuori di sè con un altro volto. come è possibile comunicare con infiniti se stesso che poi non corrispondono alla realtà? l'uomo costruisce la sua vita sui sentimenti, ma si scontra continuamente contro di essi nel momento in cui si rende conto della differenza reale che intercorre tra ciò che vuole dire e ciò che dice.
come è possibile l'amicizia? che cos'è, cosa rappresenta?
un sentimento così bello può davvero essere frutto dell'illusione? con tutta l'irrazionalità che ho nell'anima grido NO, esiste! ma allora su cosa si fonda se nell'intimo ognuno è così solo? forse sempre su quell'involucro esterno che ci costruiamo e che speriamo possa diventare noi...
da cosa nasce la musica? come fanno tanti cuori soli a battere allo stesso ritmo per dar vita a un coro?
che senso ha la vita per l'uomo nel momento in cui si rende conto della sua immensa solitudine?
6月25日

occhi allo specchio

e ancora una volta ricomincio a scrivere...parole che mai avrei creduto avrebbero potuto uscire fuori di me.
mai esce fuori da me il mio vero modo di sentire, mai a parole.
la musica è il mio vero modo di comunicare, ma il disastro di questo mezzo di comunicazione è che nel momento in cui ti senti sola non c'è nessuno che possa comprendere...perchè lei è sempre così bella...
e io non sono in grado, mai lo sono stata, di portare me stessa in superficie
mi sento come un affresco invecchiato nel tempo dentro una cupola.
mi sgretolo e cado briciola a briciola
e i vetri impolverati mi impediscono di vedere i colori
sono un pezzo di carbone del 16 agosto
ancora ardo dentro e mi consumo
ma fuori sono il mio involucro
la cupola immutabile che non mostra i dipinti al suo interno
il carbone che scrive sulle pietre con mani non mie
e nell'attesa che il tempo svolga il suo compito
cerco le tapparelle per le finestre
per costruire l'illusione dell'immutabile
 
a volte però, come ora, vorrei abbattere questa cupola d'acciaio e distruggerne i frammenti....o forse l'urlo che ne uscirebbe sarebbe troppo grande
una volta mi hanno detto che "ispiro tranquillità", magari ci riuscissi anche con me stessa.
ma in fondo siamo fatti di maschere, di muri diversi che ci precludono l'oceano, ed è vero che in cima hanno "tanti cocci aguzzi di bottiglia".
eppure... le parole non bastano mai a descrivere, sono troppo deboli per uscire
o forse sarebbero troppo forti
oggi la malinconia non è giunta a un suono che alleggerisce l'anima
si è tramutata in queste parole di piombo che forse per a prima volta respirano
cosa è un grado di fare un momento di solitudine
6月9日

un coro, una musica, un'emozione

non ha piovuto. eravamo tutti sospesi tra il tempo di quella notte surreale con le nuvole che volevano far piovere, ma poi ci guardavano costernate e rimandavano.
tutto ascoltava.
all'aperto, il pubblico, per la prima volta in silenzio pendeva dalle nostre labbra, dalle nostre mani come in una bolla di vetro a teatro.
che emozione ragazzi!
già dall'inizio vibravo dentro perchè volevo dare il meglio di me, più di prima, più di sempre. e che nervosismo nel timore che giovanni avesse scoperto tutto...
 
e poi...
pezzo dopo pezzo tutto è volato, fino a quel momento. 
 ho parlato al microfono. chi mi conosce sa quanto sia stato incredibile. eppure l'emozione trascinava anche me. c'era la gratitudine, la forza, la volontà di dare a giovanni tutti i nostri sentimenti e...
tutto ha avuto inizio.
ragazzi siete stati eccezionali!!!!!!
davvero di sentiva nell'aria la gioia, l'emozione, il trasporto che hanno reso tutto così speciale. tutti abbiamo messo una parte di noi, e il risultato è stato una meravigliosa sinfonia di sentimenti. l'impegno e la tensione si distendevano per dare spazio alla gioia dei ricordi e del presente.
le espressioni di giovanni poi erano incredibili. tradivano la meraviglia, la sorpresa, la commozione, lo stupore e la gioia, che volevano tuttavia nascondersi dietro quegli occhiali. io l'ho visto solo un attimo, ma è bastato per darmi un'emozione unica e fortissima. una gioia trascendente, che mi rimarrà per sempre scolpita nell'anima.
è stato il concerto più bello, più incredibile e magico che abbia mai fatto. pensavo potesse essere l'ultimo, ma ora non riesco a immaginare di avere finito. anzi sono convinta che quest'esperienza continuerà. magari dopo gli esami mi dedico all'invenzione del teletrasporto così risolviamo il problema della distanza, ma anche senza continuerà una storia musicale che è nata sette anni fa, che è nata ieri e che da domani ricomincia per non finire mai più.
 
6月7日

attesa, emozioni, curiosità...

Domani è il giorno del concerto di fine anno. forse l'ultimo concerto che farò con questo coro... anche se in effetti spero che l'università, il conservatorio e tutto il resto mi permettano di continuare questa incredibile esperienza. Certo, probabilmente sarà molto più diverso di come mi sia mai immaginata durante questi anni,  ma una frase meravigliosa di san Paolo apostolo dice che "la speranza non delude mai".
oggi dopo le prove i neuroni fondevano al pensiero di tutto ciò che devo fare ancora, di tutti i pezzi su cui ancora non sono sicura, e tantissime altre cose. ora non ci penso, preferisco non pensarci, perchè sono labirinti senza uscita, ti tornano in mente sempre gli stessi pensieri e alla fine sembra sempre che ti dimentichi qualche cosa.
ora ho sonno. e tra poco andrò a dormire. non mi pare vero.
5 anni fa ho cominciato questa mirabile esperienza e di sicuro mi aspettavo di tutto tranne che prima o poi sarei riuscita a dormire la notte prima di un concerto. ti ricordi gloria?
prima i musical, poi il coro. un numero infinito di notti insonni, all'insegna del nervosismo, a ripassare tutti i miei pad anche a notte fonda, guai a fare una nota improvvisata, e se per caso qualcuna scappava, avrei preferito di gran lunga essere sepolta sotto 10 metri di terra piuttosto che continuare a suonare.
 
una parola ogni diecimila silenzi.
 
poco a poco quel genio di giovanni è riuscito a tirare fuori da quella corazza di timidezza, una persona, una musicista. ho imparato che la musica porta amicizia, perchè se non si è amici non si riesce a suonare insieme. la musica porta parole, perchè è più facile parlare con la musica. la musica è emozione perchè diventa me stessa.
quando si fa musica insieme, ma davvero, allora si è portati dallo stesso sentimento e i cuori battono secondo lo stesso metronomo. e le mani misteriosamente vanno a tempo e si suona come una persona sola.
tanti, tantissimi ricordi. emozioni, amicizia, ma anche babbarie e risate a più non posso. intesa, perchè la musica è fatta di sguardi.
 
e ora mi chiedo come sarà domani. mi chiedo se è mai possibile che davvero sia passato così tanto tempo. io sono sempre stata la piccolina del gruppo. e ora invece faccio la veterana. mi chiedo se tutto verrà come deve venire o se ci aspettano delle soprese. da 5 anni vedo il saluto ai ragazzi che se ne vanno, la targhetta. e ora è il mio turno.
è stato davvero un bel sogno. spero di svegliarmi e di riviverlo ancora.
questo ha dato il via al mio desiderio di fare musica per sempre. prima di tutto questo pensavo al pianoforte come a un passatempo, non mi sarei mai e dico MAI sognata di poter lavorare con la musica. poi giovanni si è messo in mezzo. e ora sogno, spero, progetto una vita che senza musica non può stare. le mie composizioni cambiano, crescono e non sarebbe stato lo stesso senza il coro.
e domani ho quasi paura di vivere il concerto, di perderlo per sempre, di non viverlo abbastanza.
note che sfuggono, parole che non riesco a pronunciare, ricordi impressi a fuoco nell'anima.
 
una parola ogni diecimila note
 
 
6月5日

panta rei

vivo un periodo anomalo, composito e irrazionale, concreto e metafisico.
se tutto intorno a me corre io mi fermo in preda alle riflessioni che mi estraniano dalla realtà e dalle corse giornaliere. se tutto intorno a me si ferma io continuo a correre per inerzia e rimango comunque estraniata dall'insieme.
 
e la musica mi sfugge
 
come il tempo che non riesco a percepire.
perchè tutto sta cambiando, e questi momenti, che vorrei imprimere per sempre nella memoria, vorrei fossero più lenti per notare i minimi dettagli, per ricordare fra cent'anni come mi sentivo in quegli ultimi giorni di scuola, di coro, di studio, di spensieratezza...e invece scorrono. come tutto. e io magari mi ricorderò che non siamo mai riusciti a mettere il pigiama in classe, ma mi dimenticherò le frasi memorabili di cammaroto, i nostri discorsi leggeri, le emozioni che celano nel segreto un'emozione ancora più grande pronta a esplodere nella musica.
tutto scorre. e io ho paura di perderlo.
perchè l'inerzia mi spinge a correre e non riesco a fermarmi. perchè per vivere devi ballare al ritmo della vita, che se ti fermi sei fregato. ma da là non puoi guardare e catalogare nella memoria perchè tutto si muove, tutto scorre. e poi si avvicinerà anche quel momento spaventoso "chiusa parentesi" e io neanche me ne accorgerò perchè passerà pure quello.
ho paura di dare le cose per scontato e di perdermi molto della vita, in quei ricordi che si amalgamano, si confondono e poi tutti insieme diventano quella sensazione, anzi "miscela di sensazioni che preme verso fuori bisognosa di respirare".
anche le note scorrono impalpabili nella mia anima, ma il tempo che scorre tiranno mi impedisce di fermarle per sempre.
 
e la musica mi sfugge
perchè tutto scorre