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    29 November

    "Nel cielo brillò una stella"

    E' autunno. Lento avanza il gelido inverno tra le foglie sempre più secche, gialle, rosse, calde...
    Un vento nevrotico mette in moto le giornate buie, frenetiche, tutte uguali.
    E le nuvole coprono il cielo. Nascondono il viso solerte, caro, dolcissimo che veglia le nostre notte cullandoci fra le emozioni più profonde dell'anima nostra
    E cresce, ritorna ancora, con l'arancio delle nostre foglie un calore diverso, pieno, che arde dentro e riscalda fuori.
     
    "Nel cielo brillò una stella"
     
    Era un cielo stellato, ma una sola di quelle luci celesti era destinata a illuminare i cuori, a tracciare la strada dell'umanità verso il futuro per camminare con essa, morire nelle sue frustazioni, risorgere nelle sue gioie.
    Una stella che alberga nei nostri cuori e illumina progressivamente un universo nuovo, diverso, incredibile, di note delicate e irruenti, eteree, inverosimile. Una sinfonia speciale, sempre uguale, per ognuno diversa e sorprendente. Una musica che porta luce, che può far di noi tante stelle che illuminano il nostro cielo, trascendono le nostre nuvole per donarsi a questa umanità dispersa.
    Nel nostro cuore brilla una stella nascosta, una stella per tutti, più alta del cielo, più grande dell'aria.
     
    25 November

    il pupazzo di stracci

    Se per un istante Dio dimenticasse che io sono solo un pupazzo di stracci
    e mi regalasse un poco di vita,
    forse non direi tutto quello che penso,
    ma in definitiva penserei tutto ciò che dico.
     Darei valore alle cose, non per ciò che valgono,
    ma per quello che significano.
     Dormirei poco, sognerei di più,
    sapendo che per ogni minuto che chiudiamo gli occhi
    perdiamo sessanta secondi di luce.
     Andrei quando gli altri si fermano,
    starei sveglio quando gli altri dormono-
     Ascolterei quando gli altri parlano,
    e come gusterei un buon gelato di cioccolata.
     Se Dio mi concedesse un poco di vita,
    vestirei leggero, mi appiattirei al sole,
    lasciando scoperto non solo il mio corpo,
    ma anche la mia anima.
     Dio mio, se avessi un cuore,
    scriverei il mio odio sul ghiaccio
    e aspetterei il sorgere del sole.
     Annaffierei con le mie lacrime le rose,
    per sentire il dolore delle spine
    e il bacio incarnato dei petali.
    Dio mio, se avessi un poco di vita.
     Non lascerei passare un solo giorno
    senza dire alla gente che amo, che la amo.
     Convincerei ogni donna o uomo che sono i miei preferiti
    e vivrei innamorato dell'amore,
     Agli uomini dimostrerei quanto si sbagliano
    a pensare che si smette di innamorarsi quando si invecchia
    senza sapere che si invecchia quando si smette di innamorarsi.
     A un bambino darei le ali,
    ma lascerei che imparasse a volare da solo.
     Ai vecchi insegnerei che la morte non ariva con la vecchiaia,
    ma con il dimenticare.
    Tante cose ho appreso da voi uomini...
      Ho appreso che ognuno vuol vivere in cima alla montagna,
    senza sapere che la vera felicità sta nel modo di salire la scarpata.
     Ho appreso che quando un neonato
    stringe col suo piccolo pugno, per la prima volta,
    il dito di suo padre, lo tiene intrappolato per sempre.
     Ho appreso che un uomo ha il diritto
    di guardarne un altro dall'alto in basso
    soltanto quando deve aiuterlo a rialzarsi.
     Sono tante le cose che ho imparato da voi,
    ma alla fina non potranno servirmi molto
    se mi riporrete dentro la valigia.
     
                                                (Anonimo)
    17 November

    sogni

    Che è la vita? Frenesia.
    Che è la vita? Un'illusione,
    solo un'ombra, una finzione,
    e il maggior bene, un bisogno
    del nulla, la vita è un sogno,
    e i sogni sogni sono.
     
    (calderon de la barca, la vita è sogno)
     
     
    11 November

    Alba

    è uno di quei cicli di cui è composta la vita: il sole tramonta ogni giorno, ma sorge sempre.
    e la mia mente così umana e piccola in un delirio di presuntuosa onnipotenza aveva cercato di condurre da sola la propria esistenza.
    oggi tutto mi è sembrato molto stupido e infantile.
    esiste  una realtà per la quale noi non siamo stati creati, anche se cerchiamo spesso di farcene interpreti scrupolosi, giudici integerrimi, senza avere nessun elemento sul quale poter basare le nostre posizioni, perdendoci inevitabilmente tra le strade di questa realtà che non siamo neanche in grado di concepire.
    oggi in un momento che sembrava essere come tutti gli altri mi sono svegliata da questa tormentata inerzia: come se avessi visto per la prima volta quelle parole, che in realtà avevo letto decine di volte sul mio cellulare. non le riporterò su quest'intervento perchè non è mia intenzione scatenare una diatriba sulla religione cristiana in questo blog (e cmq per chi volesse parlarne lo sapete che sono sempre disponibilissima). grazie a tutti coloro che in un modo o nell'altro mi sono stati vicini in questo momento di smarrimento, grazie simona, andrea, bondov, giovanna, beatrice, chiara e grazie a tutti davvero.
    lo sapete, cerco di non dare mai nulla per scontato...e concludo con una citazione dotta di una studiosa milanese:
     
    "tutto va come deve andare"
     
    07 November

    ascoltando il pannello nero...

    interventi difficilmente interpretabili...un muro nero che parla di sè... sono sensazioni che volano nell'aria e che io cerco di fermare attraverso queste parole: criptiche? strane? simboliche? il loro significato netto spesso sfugge anche a me...sono colori sfumati...come questo periodo, che per me è un'immagine mossa, della quale riesco a stento a immginare i contorni e che ogni giorno mi appare mutevole e diversa.
    sensazioni contrastanti che si sfrangono nella mia mente regalandomi pensieri immensi di serenità nuova e mi catapultano immediatamente dopo nell'angoscia più profonda, quella che a volte si chiama paura...
    per quanto mi sforzi, tutti i punti che vedo essere stabili nella mia vita non riescono a darmi equilibrio.
     l'unica cosa di cui sento un bisogno sfrenato è il tempo: vorrei avere il tempo di fermarmi tre minuti, 180 secondi della mia vita, per respirare e avere una profonda e netta percezione di come si sta evolvendo la mia vita, vorrei sapere come andrà a finire, se riuscirò a serbare quello che ora nasce e che ho davvero paura di perdere, perchè è ancora troppo presto e non vivrà se lasciato troppo a lungo...
    e la sensazione che provo oggi è quella di cadere. cado con tutto quello che sono, tutto quello che ho mi accompagnerà sempre, ma non riesco ad aggrapparmi, viene giù con me (e ringrazio il cielo)... e non so se mi schianterò, se le speranze e i progetti e tutto il resto che con me è nato ora, in questo periodo, si schianteranno con me..
     e quel pannello nero non mi mostra la fine
    non mi dice nulla
    mi guarda
    scava nella mia anima
    ponendomi continuamente le stesse domande
    nelle quali precipito
    cercado una risposta